I Bagni di Montecatini

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Sul finire del XVIII° secolo, grazie ai progetti del Granduca Leopoldo di Toscana, Montecatini si trasformò in un’autentica città termale moderna: furono canalizzate le acque termominerali, l’assetto urbanistico venne ridefinito in funzione della nuova attività. Dopo il ciclone napoleonico, i Bagni di Montecatini gradualmente passarono ad una gestione locale molto avveduta che seppe migliorare e innovare le proprie strutture. Sotto il Regno d’Italia e l’assegnazione alla Provincia di Lucca, la città conobbe il suo slancio definitivo, complice anche la costruzione della strada per Firenze. I Bagni di Montecatini erano ormai rinomati e frequentati da un numero crescente di cittadini illustri, soprattutto artisti. Giuseppe Verdi amava Montecatini, fu qui che trascorse la sua ultima vacanza, nel 1900, e insieme a lui altri artisti si ritrovarono in cenacolo nei caffè a discutere e scambiarsi notizie: Arrigo Boito, Enrico Caruso, Gioacchino Forzano, Beniamino Gigli, Ettore Petrolini, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Trilussa. Ci fu un musicista in particolare, all’apice del successo, che legò il suo nome ai Bagni di Montecatini: Ruggero Leoncavallo. Dopo i trionfi di “Pagliacci”, famoso in tutto il mondo e primo autore ad aver venduto un milione di copie di dischi per l’aria “Vesti la giubba” interpretata da Caruso, Leoncavallo soggiornò spesso a Montecatini, vi sono foto che lo ritraggono insieme agli amici artisti a godersi l’atmosfera vivace della città, o a curarsi nelle Terme per i suoi acciacchi. È proprio ai Bagni di Montecatini che Ruggero Leoncavallo, il 9 agosto 1919, morì a sessantadue anni. Nove anni dopo cambiò la denominazione della città e la provincia, difatti insieme a tutta la Valdinievole Montecatini Terme fu assegnata alla neonata Provincia di Pistoia.

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